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28-1-2012 14:32:49
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Il numero in edicola

Volendo raccontare una novella spiritosa, potremmo pure iniziare col dire che la vita del cacciatore moderno è serena e tranquilla, ricca di gioie e amicizie. Essendo realisti non ci rimane che ammettere il contrario.

Un esperto cacciatore non scioglierà mai un ausiliare che non sia collegato, né tantomeno disubbidiente.

Per una volta, parliamo di ungulati in modo meno emotivo. Iniziamo da questo numero, una serie di articoli che trattano gli aspetti più pratici (regolamenti, prelievi, esami e rituali compresi) della caccia di selezione agli ungulati. Partiamo dal camoscio.

In questo numero di DIANA riprendiamo, e concludiamo, l’esame del decreto legislativo n. 204 del 26 ottobre 2010 approvato in attuazione della direttiva 2008/51/CE.

La moderna funzione dello zoo è quella di contribuire alla salvaguardia di specie ed ecosistemi, incoraggiare indagini scientifiche utili alla conservazione della biodiversità, promuovere la conservazione della Natura.

Il titolo non è una frase intera e corretta, tanto meno riporta un soggetto. A queste entità femminili, non viene conferito un padrone, tanto meno vogliono essere inserite in un discorso maschilista, l’intenzione è raccontarvi ciò che la donna rappresenta, per il cacciatore.

La vasta regione di Baie-James nel grande Nord canadese del Quebec ospita una importante comunità di indiani Cree. Si tratta di 350.000 chilometri quadrati di foresta boreale, tundra, taiga dove ogni anno si concentra la più grande mandria di caribù del mondo.

È da alcuni decenni che soprattutto in Europa e nel Centro – Nord America, si è sviluppato e sta crescendo l’interesse verso il collezionismo di tutto ciò che riguarda gli usi, costumi e tradizioni venatorie.

...e molto altro. Ecco il nostro resoconto dalla grande kermesse di Norimberga. Con un occhio indiscreto tra gli stand delle maggiori aziende italiane presenti.

Il piccolo 28 lo si può impiegare con pieno divertimento non solo al capanno, ma più ancora per seguire un cane dotato di ottima ferma.

Eppur si muove

Qualcosa finalmente si muove sul fronte istituzionale della caccia. Dopo un lungo sonno durato anche troppo – un anno esatto! – il ministro Giancarlo Galan (poco prima del suo passaggio alla Cultura) ha risvegliato improvvisamente il CTFVN (leggi Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale) convocandolo, presiedendolo, e nominando a rappresentarlo in seguito, Luciano Rossi, parlamentare PDL, presidente della Fitav nonché animatore del gruppo parlamentare – trasversale!

– Amici della Caccia, Pesca e del Tiro. Galan ha inoltre nominato, sempre nel CTFVN, la parlamentare (PDL) Viviana Beccalossi, bresciana, già assessore all’agricoltura e caccia della Regione Lombardia per ben dieci anni. Due personalità che in materia venatoria sanno il fatto loro e la cui nomina ha subito fatto storcere il naso a qualche associazione animalista o comunque anticaccia. «la qual cosa non mi dispiace affatto» ha commentato a botta calda a Diana lo stesso Luciano Rossi. Vale la pena ricordare come il CTFVN (in cui appaiono anche rappresentanti delle Regioni, Province, dell’Ispra, Enpa, ambientalisti, associazioni venatorie eccetera) fosse stato previsto come organo tecnico consultivo per tutto quanto concerne l’applicazione della legge sulla caccia, la 157. Il ministro Galan ha quindi invitato l’intero comitato a darsi una mossa e ad affrontare i veri problemi sul tappeto senza perdersi in fumosi argomenti. Quanto insomma la caccia da tempo va chiedendo. Così si è cominciato subito con il problema storno, di cui Rossi vorrebbe un iter parlamentare accelerato per l’inserimento fra le specie cacciabili. Quindi, altra riunione del Comitato entro aprile. «Voglio dare un’accelerata sui tempi e sui contenuti» ci ha detto ancora Rossi. Una cosa è certa: ci voleva un segnale di questo tipo, ne avevamo bisogno. Tanto più che, con incredibile celerità, l’ISPRA ha cambiato completamente orientamento riguardo la situazione dello storno in Italia, dopo soltanto un anno. Adesso pare che in Italia «vi siano le condizioni affinché lo storno possa essere cacciato con modalità analoghe a quelle previste negli altri stati membri (UE) dove la specie è già oggetto di caccia». In attesa, e mentre gli anticaccia hanno anche da dire e ridire sulle nomine, ecco una preghiera sommessa da parte nostra: che i risultati di questi lavori, di queste riunioni e di quant’altro del Comitato vengano portati a conoscenza in tempi brevi, brevissimi anche alla base dei cacciatori che, in fin dei conti, sono i più diretti interessati. Un compitino tutto sommato piuttosto facile che spetta anche e soprattutto alle associazioni venatorie che ci rappresentano. I mezzi per informare oggi non mancano. Basta volerli usare.





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